CAPITOLO 27

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Cleodoteo il guerriero è il primo ad avvistare la carovana nella valle. I tre discendono cauti e si avvicinano al luogo dello scontro, ove il sangue colorava il prato e l’odore di morte impregnava l’aria. Il dottor Savino riconosce, dalle tracce lasciate dalla battaglia, che una feroce bestia deve essere stata l’artefice di quella carneficina. Il gruppo si convince così che se l’Urna non si trova più nel carro, qualcuno  deve essersi allontanato con essa (giacché le bestie, soprattutto quelle feroci, non prendono il tè).
Nel giro di un’ora i tre trovano le tracce lasciate da Tiberio e si prestano a seguirle.

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